lunedì 22 marzo 2010

Fog


"Certo che conosco gente strana!"
"Perchè?"
"Bhe, conosco te!"

Si, sono strana. Che meraviglia!
Salutare un ragazzo per 4, 5 volte al giorno, ogni volta che lo si incontra sapendo solo come si chiama.. Sorridere, dirsi ciao! e continuare a camminare.

La mia nebbia, che mi permette di sognare che quei sorrisi siano proprio per me. Che mi permette di pensare che le cose sono come le voglio io. La mia nebbia che mi lascia sognare e immaginare ciò che voglio e non mi fa vedere il mondo come realmente è.

La mia nebbia, ditate sugli occhiali di chi mi vuole bene. Cretini. Ma speciali.

Special moments, sometimes good, sometimes bad, but always ours.

sabato 20 marzo 2010

Innocence

Musica nelle orecchie.

"This innocence is brilliance.. Please don't go away.."



La prima cosa che mi colpisce di una persona sono i colori. I suoi colori.

Vuoi sapere che colore associo a te? Quella strana sfumatura di azzurro che ha l'acqua di mare quando riesci a vedere il fondo. L'azzurro degli occhi, e di una felpa. Il blu scuro di una maglia, il bianco di un paio di scarpe e della maglietta, il nero di una giacca. Mi rimangono impressi dei dettagli che non hanno motivo di essere memorizzati tante volte. Un treno orrendo per tornare a casa, ma il sorriso ebete sulle labbra.

Vorrei mettermi davanti ad uno specchio per guardarmi e capire cosa di me non funziona. Per scoprire che funziono alla grande così. Io che mi vedo marrone. Color castagna. E che ultimamente mi sento un pò in balia del vento quando mi fermo. Ed è per questo che metto su peso, per non farmi trascinare via. Per essere forte, sempre.

Sembra quasi che io abbia a che fare con due persone diverse. Una persona che mi fa ridere, sorridere ed essere felice, con la quale passerei un sacco di tempo anche solo a ridere e mangiare. E quella (stessa?) persona che mi fa sentire inadeguata e che nemmeno mi guarda negli occhi quando mi vede. Il ragazzo che su una panchina di una stazione mi tocca le braccia, mi guarda e sembra maledettamente sincero (vedi che ricordo cose senza apparente importanza?) è lo stesso che forse nemmeno si accorge di me nei corridoi della sua università. Lo stesso che parla delle ragazze che ha avuto come di piccoli trofei. E tu non hai idea di quanta paura io abbia che tu faccia lo stesso con me. Potrei farti del male fisico, o quanto meno provarci. Ma tu chi sei?

Io ho mai visto che sei davvero tu? O ho solo visto pezzi di maschere, pezzi di te? E tu hai davvero visto come sono io? (No, hai visto la parte peggiore di me e quella migliore allo stesso tempo. Paradossale forse, ma tant'è.)

E non so se è colpa tua, ma mi sento davvero in balia di una forza più grande.. Mi sembra di lasciarmi trascinare dal vento, aspettando che le cose si aggiustino. Perchè davvero non so come tu vada preso. Tu che ami, e poi sparisci, che dici quello che pensi, senza filtri, tu che ti sei già preso un sacco di insulti da me, tu che sei maledettamente buono e non te ne accorgi. Tu che per giorni non entri nella mia mente, e che poi all'improvviso la invadi e la riempi. Ed è una sensazione che lascia impotenti. E se io non ti volessi?

Vattene, detto quasi sottovoce, sperando che tu mi dica no. Sono proprio una donna.

Mi sento una pietra. Di quelle che rotolano nei fiumi, e rotola rotola si plasmano, si lisciano, diventano più belle. Ed ora ti sfrutto per plasmarmi, per lisciare alcuni miei lati che di me odio. Perchè non fai lo stesso? Forse sbaglio io, ma animare mi ha insegnato anche che è uno scambio equivalente, anche se spesso sembra essere uno scambio univoco. Invece io vengo aiutata molto di più di quanto io aiuti loro. Ed ogni rapporto è così, no?

Se avessi davanti la persona che penso di conoscere, quella che capita che farfugli quando parla di cose importanti (?), penso che mi fiderei ciecamente, penso che ti farei respirare le cose felici che ho, che conosco, per farti vedere quanto si può stare bene se ci si lascia andare. Penso che ti racconterei le cose più stupide e quelle più serie. Penso che amerei. Penso che dividerei con te un pomeriggio di studio, e un pranzo. Una risata. Penso che saresti mio amico.

Ma.. io non so chi ho davanti. Chi sei? Dimmi chi sei per favore. Oppure vattene. Questa volta detto con la voce potente. Perchè è ciò di cui davvero ho bisogno. Chiarezza. Etichette, come se fossimo in un museo, a casa mia. Ho bisogno di certezze. Perchè forse hai ragione tu.. è tutto un casino. Ma a me piace questo casino di risate, colori, occhi. Ma non voglio cose negative.. [ Qui la matassa di pensieri è troppo incasinata per essere svolta con chiarezza.. ]

Ho passato due ore di un sabato sera qualsiasi a scrivere di me, di te e ad ascoltare musica. E niente vale questo piccolo deserto casalingo. E adesso che i miei pensieri si dipanano in parole su fogli di carta e pagine internet sto bene.

Se mi guardassi negli occhi penso che mi vedresti senza corazza e senza maschere (e c'è chi sa che per me questo significa molto) per fiducia, sicurezza. Semplice sesto senso.

Dimmi, faccio bene a fidarmi di quel ragazzo che io penso di conoscere?



Piano piano la mia musica si spegne e mi viene spontaneo sospirare. Un altro pezzo di me, qui. E chissà se servirà, se sarà un seme che crescerà o se verrà spazzato via. Solo il tempo può.. Solo il tempo..


mercoledì 10 marzo 2010

21 (fiocchi di neve)


E magari almeno i 21 meritano qualche parola spesa qui, e non solo chiusa dentro la mia Moleskine.

21, come mi è stato giustamente detto questa notte è divisibile per 3 e la somma dei suoi componenti fa 3.. E 3 si sa, è il numero perfetto.

Divento vecchia, cresco, e imparo a diventare un pò più egoista, un pò più stronza. E come ho letto oggi in un libro "essere stronzi significa mettere la propria felicità al primo posto. Prima ancora di quella degli altri." E non sembra, ma è una cosa difficilissima mettersi come obbiettivo la propria felicità. Ma sto imparando a farlo, piano piano. E sono molto orgogliosa. Stronza, ma orgogliosa di me :)

Quanti auguri, belli, profondi, lunghi, normali, corti. Semplicemente pensieri di chi mi pensa. Ah, che bellissima ridondanza. Anyway.. Sono contenta. E se dovessi fumettare una me stessa ora, penso che sarebbe accucciata sulla poltrona, abbracciata alle proprie gambe con un sorriso enorme e gli occhi leggermente luccicanti. Perchè tante cose, davvero, non me le aspettavo..

Non mi aspettavo gli auguri del mio passato che riemerge dal liceo e mi ricorda che gli devo un caffè, di un passato più recente, sicuro del mio compleanno, anche se io pochi giorni fa ho sbagliato il suo, e di quel passato che c'è. Chiuso in un angolo ma c'è. E mi fa ridacchiare con poco.

E il mio presente che mi riempie la giornata, di pranzi, musei, passi sotto la neve, occhi e sorrisi sul tram. (E sono quei sorrisi che da anni ci sono e da anni restano solo sorrisi, come se mi facesse paura chiedere di più.)

Un anno strano quello appena passato, appena compiuto. L'abbastanza inquietante successione di 3 (tanto è il numero perfetto) Stefani (essendo 3 son plurali). Cosa che mi ha fatto capire che io e l'homo genericus di nome Stefano non funzioniamo :)
E le persone, le amicizie, che sono nate, cresciute, modificate, sparite.

E in tutto ciò io non posso far altro che sorridere, con sguardo un pò ebete, come se guardassi una palla di vetro in cui scorre la mia vita su cui scende la neve, gioendo per tutto ciò che ho. E ringraziando quel Destino ( o Dio, anche se mi par scemo scomodarlo per così poco ) che mi dona ogni giorno tutto ciò che posso desiderare.

E anche se gli anni passano e io dovrei diventare adulta e responsabile rimango sempre Annina. Per gran parte di quelli che mi conoscono. E allora resterò così. Piccola, magrolina, indifesa. Anche se l'età avanza, la pancia piano piano cresce, e la forza si accumula. Una piccola Anna forse non più tanto piccola :)

Grazie. E ringraziando come ogni sera, mi trovo a scorrere con gli occhi i volti di chi mi ha fatta crescere. E posso solo sorridere accorgendomi di avere una famiglia così numerosa :)

21 (fiocchi di neve)

lunedì 25 gennaio 2010

Ancora neve..


Inizio a provare nausea per la neve che qui continua a scendere, se ne sarà accorto, il signor Tempo, che è il 25 di gennaio e che forse forse se la smette di buttar giù cristalli di ghiaccio va bene lo stesso?

E sono anche vagamente stanca di questa gioventù che non sa parlare in italiano, che vive senza h ma con un sacco di k, e che urla ti amo a chiunque abbia la presunzione di definirsi loro amico.

E per non farmi mancare niente inizio ad odiare l'Archivistica. Oh, non penso di aver ancora studiato nulla di più inutile. Pagine e pagine spese per spiegare come dovrebbe essere strutturato un archivio per poi terminare dicendo che tanto qui in Italia noi facciamo in maniera diversa. Come in ogni cosa, d'altra parte.

Eppure c'è un senso di serenità anche in questo.. La neve che mi ricorda che tra poco sarà primavera, la stagione che preferisco. Ci alleggeriremo dei cappotti, e torneranno i foulard colorati invece delle sciarpe pesanti. I colori torneranno ad essere vivaci e torneranno ad esserci le giornate un pò più lunghe, solari.. Allegre.

I ragazzi che vedo in giro che mi ricordano che tra poco (oddeo, poco per modo di dire) ci sarà un altro campo. E non riesco a non sorridere pensando che animerò, di nuovo, anche se per poco. E pensare che c'è mancato poco che andassi a fare un lavoretto con i bimbi anche qui.

E anche nello studio dell'archivistica trovo lati positivi. Il riuscire a rendere mia una materia, l'accorgersi ogni giorno di più, ogni esame che passa, che questa è la mia strada. Questa e non un'altra. E' una cosa che lascia addosso una meravigliosa sensazione. E poi tra un mese le lezioni che ricominceranno, finalmente. E se nulla cambierà allargheremo ancora di più il nostro raggio di azione.

E non riesco a non sorridere alzandomi al mattino, tuffandomi nell'ennesima giornata. Amando il silenzio rotto dai miei pensieri fin troppo rumorosi e dalla musica. Godendomi il tempo che ho.

Eppure.. "..oggi dovevo studiare e invece ho pensato a te.."
Quante cose non capisco, quante cose vorrei dire e chiedere e dire, ma aspetto, convinta che il tempo faccia molte cose senza che noi gli prestiamo attenzione. Chiudere una porta è sempre difficile, e a volte nemmeno troppo giusto.

"Non mi aspetto che tu capisca il mio silenzio, se già non hai capito le mie parole."

venerdì 22 gennaio 2010

Limone



Premessa doverosa: ho mal di testa. Mi sono alzata con il mal di testa e non è servito a nulla saltare pranzo e dormire. Ho ancora mal di testa e in più un sacco di fame. Quindi non so cosa verrà fuori. So solo che ho bisogno di scrivere un pò.

Mi manca la mia moleskine. Quella che avevo, un bellissimo regalo, è finita da prima di Natale e non so dove cercarne una identica, visto che a Torino non la trovo. E mi sento abbastanza depauperata di un pezzo di me, urca che termini. Avrei bisogno di scriverci sopra i miei pensieri, le mie considerazioni. Tutte quelle cose che qui per esempio non posso scrivere.

Ieri sera ho guardato un film con mia madre, L'uomo che ama. Non penso che lo riguarderò. Da un'immagine dell'amore che è.. angosciante. Un legame che non si spezza mai, un qualcosa di totalizzante e annullante. Un mezzo monologo in cui viene detto che a volte è meglio la morte dell'amato perchè se muore quantomeno non penserai mai che ti ha lasciato per colpa tua. E che se ti lascia è un dolore che non passerà mai.

Argh. L'amore non è questo. L'amore (ora che non c'è penso di sapere cos'è) è come una passeggiata di montagna fatta in due. Tenersi per mano nei tratti peggiori, sopportare il tempo che a volte ci si rivolta contro. Camminare distanti ogni tanto, prendere percorsi diversi e poi ritrovarsi, più forti. L'amore è camminare in piano, ma anche scalare delle pareti. Non è facile camminare in due, ne a ventanni ne a cinquanta, ma è ciò che siamo portati naturalmente a fare. Camminare in compagnia, certi che davanti o dietro di noi ci sia qualcuno pronto ad aiutarci.

E se ti lascia, se finisce, perchè tanto prima o poi tutti avremo a che fare con una storia che finisce, bhe, passerà. E magari basterà una settimana, magari ci vorrà un anno. Ma passerà. Passerà l'odio, passerà l'amore e rimarrà il ricordo di ciò che c'è stato di bello. E forse questo è il momento migliore. Quello in cui guardi la tua storia in maniera oggettiva, prendi il bello e lo conservi, prendi il brutto e cerchi di farne tesoro per non rifare gli stessi errori.

Ci sono dei momenti in cui provo un senso di mancanza incredibile per delle situazioni che non riesco più a ricreare. Il dividere un piatto di patatine, l'assaggiare la birra altrui, lo studiare insieme, il condividere un letto chiaccherando senza malizia. Sono cose che hanno un sapore speciale e particolare perchè fatte con una determinata persona, perchè sono dei bei ricordi. Ed è impossibile non provare mancanza pensando a qualcosa di bello, o no? E allo stesso tempo c'è l'idea, la convinzione, che quelli mi devono bastare. Perchè non si può vivere sempre delle stesse cose. Si cresce e si cambia, e cambiano anche le cose che si fanno insieme e le persone con cui le facciamo. Non sono esperienze meno belle, sono solo.. diverse.

Ogni tanto mi chiedo di cosa la gente, io per prima, si lamenti. Io mi lamento del fatto che ho perso nel giro di due settimane due persone alle quali tenevo molto, anche se in maniera diversa. Mi lamento di questo, mi fermo a pensare ai ricordi legati a loro, a ciò che ora mi manca e non sono capace di guardare ciò che di meraviglioso ho. Che coraggio che ci va, e che forza di volontà ci va per sopportare una persona come me, che si lamenta spesso e troppe poche volte dice grazie?

Penso che tutti vorremmo essere perfetti, per noi, per coloro che amiamo, per non provare sensi di colpa. Ma penso che nessuno lo sia davvero. La perfezione, come la bellezza, è una cosa molto soggettiva. Così ci si deve accettare come si è. Se non ci accettiamo noi difficilmente troveremo qualcun altro che ci accetti e ci apprezzi per come siamo. Per questo ora sono serena. Perchè sto imparando ad avere a che fare con me. Sto provando a cercare il mio equilibrio. Senza cercare di incastrarmi con l'equilibrio di qualcun altro.

Una volta tutto questo sproloquio l'avrei fatto davanti ad una mezza birra, giocando con la mano di chi aveva voglia di ascoltarmi e confrontarsi con me. Adesso lo faccio con una tazza di te in mano e uno schermo davanti. E devo ancora decidere se lo scambio mi piace o no.

giovedì 21 gennaio 2010

Full


Full.

Sarà che sto guardando in film drammatico ambientato a Torino (e riconosco porta palazzo, e il centro, e strade che mille volte ho percorso, io, te, loro, noi, insieme, sola). Sarà che oggi è una giornata strana (quasi lavoro, quasi acquisto, quasi torta cotta). Sarà che ho davvero mangiato tanto (troppo?). Sarà che mi sento piena ma anche vuota. Sarà che ci sono troppe cose, ma anche troppe poche in alcuni ambiti (mancanze? mbho?). Sarà che trovare un'equilibrio, soli o in due, tre, quattro è un gran casino..

Sarà.. Ma oggi ho una gran voglia di vomitare.

martedì 19 gennaio 2010

Indietro

Radio accesa, sistemo l'antenna. "..tutti vogliono viaggiare in prima, e fuori come va?.."

Ligabue. E istintivamente sorrido, senza una ragione, ma sorrido e inizio a canticchiare questa canzone che nemmeno conosco troppo bene.

E mentre canticchio pasticcio con un foglio rosa, dal quale viene fuori, dopo numerosi fogli buttati via, una specie di gatto. E non so perchè ma mi rende molto orgogliosa potergli disegnare i baffi e gli occhi e guardarlo come se fosse un cucciolo vivo. ( Si, lo so, sono pazza.. )

Il precedente tentativo di origamare qualcosa è fallito miseramente. Volevo fare una rana verde ( ma va? ) ma è venuto fuori una specie di cubo verdognolo che non assomiglia per niente alla rana della fotografia. Uff.

Chissà perchè poi la gente vuole viaggiare in prima. A me piace viaggiare in seconda, e avere le carrozze ghiacciate e doversi tenere il cappotto per tutto il tragitto o la gente che litiga, i bambini che piangono, il dover stare in piedi. C'è qualcosa di bello nel poter prendere il treno, nel poter guardare fuori dal finestrino, il paesaggio che scorre, e che si, è sempre uguale, ma anche ogni mattina un pò diverso. Il parlare con i propri compagni di viaggio, alcuni sempre gli stessi, altri ogni mattina diversi. Arrivare a destinazione ed annusare un odore diverso, di città. E scambiare occhiate con chi condivide con te quell'ora per andare o magari per tornare.

Mi manca Torino. Mi mancano le lezioni, mi manca il treno, e il fare le solite cose intervallate da piccole cose speciali che ti donano quel sorriso a trentadue denti. E si cambiano prospettive. Buffo. Altra piccola reminescenza di qualcuno di torinese. Incredibile quanto questa città mi abbia dato solo nell'ultimo anno.

Sfogliare la mia Moleskine prima di dormire e leggere le ultime cose e.. constatare di avere bisogno fisiologico di comprarne una nuova. O questo spazio verrà invaso di miei pensieri e mie considerazioni.. Mh, ops, è già così.

E c'è qualcosa di sbagliato nell'attesa di domani. Mentre è così bello vivere l'oggi. E non avere paura di ciò che può succedere, semplicemente vivendo giorno per giorno. E fare sogni a lungo, lunghissimo, termine mi spaventa e mi alletta nello stesso momento. E una malsana idea che inizia a farsi largo nella mia mente circa il mio futuro, che forse forse non sarà così vicino a casa.

Aprire il portoncino e guardare le stelle fuori, riconoscere Orione, e sorridere, anche di questo. Mi piacciono le stelle che vedo da casa mia, così luminose in questo cielo nero nero, che a Torino non c'è. Stelle che indicano la via, quando la luna non c'è. Stelle che conosco un pò, ormai.

Si sommano nella mia testa cose così distanti tra loro. Voglia di rimanere e voglia di andare. Voglia di fare ma anche di poltrire. Il passato che mi lega a se e il futuro che voglio con tutte le mie forze raggiungere.. è come se fossi ad un incrocio, posso scegliere dove andare, se proseguire, tornare indietro, svoltare, o stare qui. Aspettando che magari qualcuno mi raggiunga in questo incrocio e voglia camminare un pò con me.

Meglio mettere un punto.

E andare a cucinare per la mia strana famiglia.

"..tutti vogliono viaggiare in prima, e che il viaggio non finisca mai.."