sabato 12 giugno 2010

Inevitabile


"Non è questione di pelle nuda, passione improvvisa, letti. Non è questo. Quello che intendo io è lentezza, dolcezza, mani nelle mani, occhi, sorrisi.

Un andamento costante, forse meno tendente al massimo, ma costante. Non sei da farfalle nello stomaco, tu sei da sicurezza. Serenità.

Costanza inevitabile. Già, inevitabile. Perchè io non posso farci niente.. Quando qualcosa entra nel cuore li ci resta. Sempre. Riveste le pareti di frasi, ricordi, sensazioni, e sono quelle ad accusare i colpi di quelli che vengono dopo, a farti provare meno dolore. Quella sicurezza.

Strana metafora.

Tu non passi mai. Sei come una foto sbiadita che non riesco a staccare dal muro. Mi abituo a non notarla nemmeno più ma è li, appesa, insieme a mille altre.. Lei c'è. Lei, non passa mai."


lunedì 7 giugno 2010

Amare veramente


"Sarebbe splendido amare veramente.
Riuscire a farcela e non pentirsi mai.
Non è impossibile pensare un altro mondo
durante notti di paura e di dolore.
Assomigliare a lucertole al sole.
Amare come Dio, usarne le parole."

Baustelle


domenica 23 maggio 2010

Sbattere


Sbattere contro le cose fa un male cane.

Alle volte sei così scaltro che impari ad aggirare gli ostacoli (fisici e non) che ti parano davanti. E allora non sbatti più. Ma quando questi ostacoli vengono spostati anche solo di mezzo metro, e tu, incapace di cambiare traiettoria, li incroci e ci sbatti contro.. Bhe, la violenza e la sorpresa sono tali che ti lasciano stordito.

Più di una Caipiroska alla fragola (!).

Per quanto tu possa nascondere qualcosa prima o poi, per una serie infinita di eventi, ti ci ritroverai di fronte. E allora saran dolori. Riemergono cose che pensavi sepolte, e ti accorgi che nonostante i mesi siano passati tu non ti sei mossa da li, hai solo fatto una specie di rotonda, per poi uscire dalla stessa strada dalla quale eri arrivata.

Hai fatto tanta strada per cambiare ma alla fine sei tornata nello stesso punto di prima. Certo, sei cresciuta, ma sei sempre li. E tutti i mesi passati, e tutte le persone incrociate?..

Ti accorgi che a mancarti sono quelle piccole cose che giudicavi stupide, quelle cose che davi per scontate.
Ti accorgi che è una mancanza diversa. Non ti fa piangere, non ti fa stare male. Ma è li, e vela tutto di malinconia.
Non sbatterai i piedi per ottenere quello che vuoi, non avrebbe senso. Non spererai perchè nemmeno questo avrebbe senso. Ma ti limiterai a dire "mi manchi". E non per sentirti dire "anche tu".. Ma solo perchè ti va di dirlo, perchè è importante.

Perchè quando a mancarti solo quelle cose che hai sempre odiato (o pensato di odiare), bhe, capisci che le cose non sono mai per sempre.. e che sei stata una stupida a lasciartele scappare..


Aspettando tempi migliori.

domenica 11 aprile 2010

Credo

"Perchè siamo costretti a fare qualcosa che non ci piace solo perchè la società non apprezza quello che sappiamo fare?"

"Perchè viviamo in una società stupida"

"Semplicemente non generiamo profitto"

"La società dovrebbe accontentarsi del fatto che generiamo felicità"

"Già, ma la società ha perso di vista tutto questo"

"E' per questo che facciamo gli Animatori."

sabato 3 aprile 2010

All'angolo della strada..


Le immagini si susseguono un pò scomposte, come tante istantanee di momenti e persone, scollegate tra loro, ma vicine. Appoggiate le une alle altre.

Un'enorme matassa che prende il posto di neuroni e collegamenti. Fili coloratissimi che si annodano e snodano, che formano il mio emisfero destro e sinistro. E le esperienze che si fissano li, come piccoli nodi che aspettano di essere capiti, analizzati. E io non voglio.

Quanti cambiamenti in così poco tempo. Quanto ero diversa un anno fa.

millemila ricordi che si affollano, sguardi, persone, situazioni..

Non penso di aver mai notato così tanta differenza da un anno all'altro. Nelle situazioni, o nelle persone che frequento ancora o che viceversa non frequento più.

Vorrei non dover andare ad un'altro funerale, perchè è una cosa che mi fa morire dentro, sempre un pò di più. Vorrei non festeggiare pasqua, perchè davvero, non la sento per niente quest'anno. Vorrei che questi quattro giorni.. Sono troppi. Io ho bisogno di respirare. E vorrei ricevere risposta alla mail.

Lasciarsi andare..?

Chiedere aiuto, così, senza pensarci troppo e vedere che in un certo senso chi hai davanti, nonostante tutto, ti porge la mano, tesa. E volergli spiegare quanto basti quello a farmi sentire meglio. Ma saper solo dire Grazie, di tutto.

non saper spiegare nemmeno a me stessa quello che sento, provo, vivo. E il bisogno di silenzio, DENTRO di me.

lunedì 22 marzo 2010

Fog


"Certo che conosco gente strana!"
"Perchè?"
"Bhe, conosco te!"

Si, sono strana. Che meraviglia!
Salutare un ragazzo per 4, 5 volte al giorno, ogni volta che lo si incontra sapendo solo come si chiama.. Sorridere, dirsi ciao! e continuare a camminare.

La mia nebbia, che mi permette di sognare che quei sorrisi siano proprio per me. Che mi permette di pensare che le cose sono come le voglio io. La mia nebbia che mi lascia sognare e immaginare ciò che voglio e non mi fa vedere il mondo come realmente è.

La mia nebbia, ditate sugli occhiali di chi mi vuole bene. Cretini. Ma speciali.

Special moments, sometimes good, sometimes bad, but always ours.

sabato 20 marzo 2010

Innocence

Musica nelle orecchie.

"This innocence is brilliance.. Please don't go away.."



La prima cosa che mi colpisce di una persona sono i colori. I suoi colori.

Vuoi sapere che colore associo a te? Quella strana sfumatura di azzurro che ha l'acqua di mare quando riesci a vedere il fondo. L'azzurro degli occhi, e di una felpa. Il blu scuro di una maglia, il bianco di un paio di scarpe e della maglietta, il nero di una giacca. Mi rimangono impressi dei dettagli che non hanno motivo di essere memorizzati tante volte. Un treno orrendo per tornare a casa, ma il sorriso ebete sulle labbra.

Vorrei mettermi davanti ad uno specchio per guardarmi e capire cosa di me non funziona. Per scoprire che funziono alla grande così. Io che mi vedo marrone. Color castagna. E che ultimamente mi sento un pò in balia del vento quando mi fermo. Ed è per questo che metto su peso, per non farmi trascinare via. Per essere forte, sempre.

Sembra quasi che io abbia a che fare con due persone diverse. Una persona che mi fa ridere, sorridere ed essere felice, con la quale passerei un sacco di tempo anche solo a ridere e mangiare. E quella (stessa?) persona che mi fa sentire inadeguata e che nemmeno mi guarda negli occhi quando mi vede. Il ragazzo che su una panchina di una stazione mi tocca le braccia, mi guarda e sembra maledettamente sincero (vedi che ricordo cose senza apparente importanza?) è lo stesso che forse nemmeno si accorge di me nei corridoi della sua università. Lo stesso che parla delle ragazze che ha avuto come di piccoli trofei. E tu non hai idea di quanta paura io abbia che tu faccia lo stesso con me. Potrei farti del male fisico, o quanto meno provarci. Ma tu chi sei?

Io ho mai visto che sei davvero tu? O ho solo visto pezzi di maschere, pezzi di te? E tu hai davvero visto come sono io? (No, hai visto la parte peggiore di me e quella migliore allo stesso tempo. Paradossale forse, ma tant'è.)

E non so se è colpa tua, ma mi sento davvero in balia di una forza più grande.. Mi sembra di lasciarmi trascinare dal vento, aspettando che le cose si aggiustino. Perchè davvero non so come tu vada preso. Tu che ami, e poi sparisci, che dici quello che pensi, senza filtri, tu che ti sei già preso un sacco di insulti da me, tu che sei maledettamente buono e non te ne accorgi. Tu che per giorni non entri nella mia mente, e che poi all'improvviso la invadi e la riempi. Ed è una sensazione che lascia impotenti. E se io non ti volessi?

Vattene, detto quasi sottovoce, sperando che tu mi dica no. Sono proprio una donna.

Mi sento una pietra. Di quelle che rotolano nei fiumi, e rotola rotola si plasmano, si lisciano, diventano più belle. Ed ora ti sfrutto per plasmarmi, per lisciare alcuni miei lati che di me odio. Perchè non fai lo stesso? Forse sbaglio io, ma animare mi ha insegnato anche che è uno scambio equivalente, anche se spesso sembra essere uno scambio univoco. Invece io vengo aiutata molto di più di quanto io aiuti loro. Ed ogni rapporto è così, no?

Se avessi davanti la persona che penso di conoscere, quella che capita che farfugli quando parla di cose importanti (?), penso che mi fiderei ciecamente, penso che ti farei respirare le cose felici che ho, che conosco, per farti vedere quanto si può stare bene se ci si lascia andare. Penso che ti racconterei le cose più stupide e quelle più serie. Penso che amerei. Penso che dividerei con te un pomeriggio di studio, e un pranzo. Una risata. Penso che saresti mio amico.

Ma.. io non so chi ho davanti. Chi sei? Dimmi chi sei per favore. Oppure vattene. Questa volta detto con la voce potente. Perchè è ciò di cui davvero ho bisogno. Chiarezza. Etichette, come se fossimo in un museo, a casa mia. Ho bisogno di certezze. Perchè forse hai ragione tu.. è tutto un casino. Ma a me piace questo casino di risate, colori, occhi. Ma non voglio cose negative.. [ Qui la matassa di pensieri è troppo incasinata per essere svolta con chiarezza.. ]

Ho passato due ore di un sabato sera qualsiasi a scrivere di me, di te e ad ascoltare musica. E niente vale questo piccolo deserto casalingo. E adesso che i miei pensieri si dipanano in parole su fogli di carta e pagine internet sto bene.

Se mi guardassi negli occhi penso che mi vedresti senza corazza e senza maschere (e c'è chi sa che per me questo significa molto) per fiducia, sicurezza. Semplice sesto senso.

Dimmi, faccio bene a fidarmi di quel ragazzo che io penso di conoscere?



Piano piano la mia musica si spegne e mi viene spontaneo sospirare. Un altro pezzo di me, qui. E chissà se servirà, se sarà un seme che crescerà o se verrà spazzato via. Solo il tempo può.. Solo il tempo..